la dieta a zona

La dieta a zona

Ciao a tutti!

Siamo giunti all’ appuntamento pre-natalizio della rubrica delle “diete famose”  e ho  ho scelto di parlarvi della Dieta a Zona.

dieta a zonaLa dieta a zona è diventata popolare all’inizio degli anni ’90 ma anche oggi ha i suoi fedeli seguaci. E’ stata introdotta dal dott. Barry Sears, laureato in biochimica e per molti anni ricercatore presso il Massachusset Institute of Technology di Boston (MIT), è specializzato nella terapia dei tumori e nel controllo delle risposte ormonali mediante il cibo. È anche autore di numerosi best-seller internazionali e pubblicati in Italia da Sperling et Kupfer.

Che cos’è la dieta a zona?

E’ il bilanciamento della risposta ormonale realizzato ogni volta che vi alimentate. In parole semplici, è quella precisa situazione del corpo, in cui  si attiva il procedimento di utilizzo dei grassi per la produzione di energia. La zona è l’energia mentale e fisica che una persona dovrebbe trarre dalla giusta dieta. Secondo il Dott. Barry Sears, le funzioni del corpo sono regolate dagli ormoni e di conseguenza è su questi che bisogna agire per regolare il peso corporeo.

Come funziona?

Per elaborare la dieta bisogna prima conoscere il fabbisogno energetico di proteine e in seguito la massa grassa. Nella dieta a zona, ogni pasto deve essere suddiviso in questo modo: il 40% carboidrati, il 30% proteine e il restante 30% grassi. Il Dott. Sears, per semplificare al massimo l’utilizzo della razione di proteine che si deve assumere, ha creato una misura nutrizionale che chiama blocchetto.

1 blocco di proteine = 7 grammi di Proteine

1 blocco di carboidrati = 9 grammi di carboidrati

1 blocco di grassi = 1,5 grammi di grassi

La qualità dei cibi nella dieta a zona è molto importante.  I grassi: si escludono grassi idrogenati (margarine) e si limita il consumo di grassi saturi (es. provenienti da carni rosse, latticini). Si prediligono grassi vegetali specialmente l’olio di oliva e gli omega 3 presenti anche in alimenti animali come il pesce azzurro. Le proteine: tra i cibi proteici si preferiscono proteine vegetali e il pesce e carni bianche, escludendo carni grasse con acidi grassi insaturi. Prevede, inoltre, di limitare le fonti proteiche che contengono alte dosi di carboidrati (come nei legumi) o di grassi sfavorevoli (come il rosso d’uovo). Gli zuccheri: come tutte le diete ipoglicemiche, i carboidrati scelti sono quelli contenuti negli alimenti a minor indice glicemico. Infine sono raccomandati il consumo di frutta e verdura, una buona idratazione e la pratica sportiva.

Quali sono i vantaggi?

Sicuramente la dieta a zona aiuta a perdere peso e a ridurre il grasso, inoltre dà molta energia. la dieta a zona 2Ecco perché sono numerosi gli sportivi che hanno deciso di seguire questo regime. La dieta a zona è un programma ipocalorico, ma è anche vero che il consumo di proteine tende a saziare e non toglie le forze. Inoltre, secondo i nutrizionisti a favore di questo regime, aiuta a contrastare l’insorgere di malattie come il diabete e anche quelle cardiocircolatorie e permette di mantenere il giusto equilibrio ormonale. 

Altri pregi della dieta sono considerati la qualità dei cibi che bisogna utilizzare unita all’attività fisica e queste sono sicuramente buone regole per la promozione della salute.

Quali sono considerati gli svantaggi ?

Prima di tutto, non ci sono conferme scientifiche che la dieta a zona sia in grado di regolare la produzione d’insulina e di glucagone. In secondo luogo, molti nutrizionisti concordano che la quantità di carboidrati e di proteine di cui il corpo ha realmente bisogno non sono quelle consigliate dal Dott. Sears e questo ne consegue che le sue formule matematiche (40:30:30) contengono degli errori. Inoltre, diversi studi hanno confermano che il peso smaltito attraverso la dieta a zona può essere lo stesso di quello che si può smaltire seguendo altre diete  molto più equilibrate, senza perdere massa muscolare. Come ho già ricordato in altre occasioni, tutti i regimi che fanno smaltire molto velocemente i chili di troppo, quasi sempre causano il recupero di peso in breve tempo.

Come ho detto poco fa, la dieta a zona è considerata iperproteica e nelle percentuali (40/30/30) potrebbe sembrarlo. Alcuni nutrizionisti invece la considerano normoproteica, visto che si parte dal calcolo del fabbisogno in proteine per la stesura del rapporto glucidi/protidi/lipidi. Quello su cui si può discutere se le calorie totali siano insufficienti per una dieta normocalorica…. Inoltre per mantenere il rapporto dei macronutrienti nei termini raccomandati sono necessarie molta attenzione e buona organizzazione che sono molto difficili da mantenere nel tempo.

Se parliamo degli sportivi, la Dieta a zona non è certamente la più consigliabile, anche i carboidrati ad alto indice glicemico sono importanti per gli atleti e vanno calibrati e studiati in certi momenti del loro allenamento e della  specifica gara, partita o evento agonistico. Infine, la serie di prodotti pronti che uno è costretto a comprare per stare in linea con il programma, se non è in grado di farsi il calcolo dei blocchi, sono molto costosi!!

A martedì prossimo!

Valentina ♥ 😉

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